Gerusalemme o morte, pag.22

Omnibus di Alessandro Feroldi per grandangolare.com

Gerusalemme o morte, un #MeToo di mille anni fa (pag.22/24) – Pellegrini Editore 2021

La bella Eleonora gli sta parlando con un tono pieno di miele, che stride con quel trambusto militaresco intorno a loro. “Andate a combattere il nemico della cristianità, ma è veramente un nemico? Per il Saladino siamo noi gli invasori, i nemici. Gerusalemme è città santa per noi cristiani, ma lo è anche per loro musulmani, non credete? Non vorrei apparirvi empia ma dobbiamo questa crociata al papa di Roma, che ce la impone”. La giovane avvicina con grazia una mano alla barba dell’uomo maturo: “Vi imploro, non dimenticatemi”. Alta, con il seno prosperoso e due occhi all’orientale cerulei come un cielo terso all’alba, la bellissima giovane lascia ondeggiare i lunghi capelli biondi mentre parla con il suo amante, fuori dalla vista e dalle orecchie di chiunque. Sono sulla nave ammiraglia ormeggiata sotto un arco del ponte, all’interno della cabina di legno, l’aedificium, riservato ai passeggeri importanti. Vicino c’è la tenda che accoglie invece i gubernatores, i piloti del vascello. “La gioia di stare lontano dagli intrighi di corte sarà offuscata dalla nostalgia per voi” dice l’uomo guardando con passione la giovane donna, ignorando la domanda che la sensuale amante gli ha appena fatto. Dentro di sé non riesce a comprendere questa insolita curiosità, politica e diplomatica, della sua favorita. Da quando una damigella come Eleonora – bella, capricciosa e pronta a usare il suo fascino senza ritegno - si preoccupa di capire le ragioni di una guerra di religione? Ben altra persona era l’amatissima moglie, Beatrice di Borgogna, morta a soli trentanove anni dopo avergli dato undici figli. Eppure questa lasciva Eleonora, questa strega bionda l’ha ammaliato, nonostante veda in lei quelle caratteristiche che meno sopporta: furbizia, scaltrezza, spregiudicatezza. Però non riesce a staccarsene, ormai ne prova quasi ribrezzo, si sente attratto ma insieme la odia, perché c’è solo la carne, l’attrazione fisica. Forse è solo la passione disperata di un vecchio – pensa desolato – se m’accontento di scaldare il letto con una sgualdrina, perché tale è Eleonora: bellissima ma di costumi impudichi. Giovane e di forme stupende fuori, marcia dentro. Ora la donna assume una postura ieratica, come officiasse una cerimonia: non parla più, spalanca gli occhi azzurri e li fissa in quelli altrettanto chiari del suo maturo spasimante, lo bacia con una dolcezza insolita. La giovane donna sa di averlo stregato, ma sembra intuire i pensieri dell’uomo e perfidamente si tramuta in romantica, devota, timorata compagna di vita, invece che d’alcova. L’uomo per un istante ne è commosso, se ne stacca a fatica, forse a malincuore, ma dentro sa che da lei verrà solo del male, il suo istinto non l’ha mai tradito, in pace e in guerra ha sempre saputo riconoscere amici e nemici. Eleonora non è di buoni sentimenti, è un essere malvagio. La stringe un’ultima volta al petto e la immagina senza veli, la memoria corre a quei momenti di passione. Quante volte.




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