Algoritmi di Alessandro Feroldi

17.5.2022 L’editoriale di Alessandro Feroldi per www.grandangolare.com

DITTATURE

Dictare in latino significa dettare, cioè dire lentamente un concetto, ripeterlo, perché altri possa ben comprendere, o anche avere il tempo di scriverlo. Il dictator latino con la Rivoluzione Francese, durante il Terrore, diventa dittatore nel senso attuale, colui che impone con ogni mezzo il suo potere assoluto, la sua autocrazia. Si parte per gentilezza, per comunicare meglio, e si finisce a prevaricare, a sopraffare. C’è la dittatura politica, c’è quella del fisco ingiusto e non progressivo, c’è quella banale del politically correct che si occupa delle parole invece che dei fatti, c’è quella del femminismo inteso come termini non-sessisti mentre nessuna fiata sulle afghane uccise o le sudanesi cristiane del sud (200.000) ridotte in schiavitù dai musulmani del Nord Sudan. Tutti parlano come pesci rossi nella palla di vetro, decidono loro per Putin, per gli ucraini, per la Finlandia nella Nato, e così altre mille “dittature”. Neanche li sfiora il sospetto che forse sia giusto che siano i diretti interessati a decidere per loro stessi. Roma e il litorale laziale invasi dalla criminalità organizzata, i concorsi universitari truccati da Catania a Genova, alle scuole elementari vorrebbero introdurre materie transgender e di sessualità orale. Una persona di buon senso direbbe che sono idiozie, ma con il Manzoni ripeto che Il buon senso c’era, ma se ne stava nascosto per paura del senso comune (“I promessi sposi” cap. XXXII).


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